Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.1, Zurigo, 1846.djvu/72

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64 capo iv.

quei tempi, e principalmente i frati, movevano avverso gli anatomici; ed anco per iscansare le contradizioni che trovava il nuovo sistema in molti medici idioti e incapponiti nelle viete dottrine.

Siccome il trattato di Frà Paolo è perduto e neppure il Grisellini lo vide, così è incerto sino a qual punto abbia portata la sua scoperta; ma dalla lettera che riferirò fra poco v’ha luogo a credere che siasi inoltrato tanto innanzi da dedurne una pressochè piena dimostrazione: il che nulla toglie alla gloria dell’Harvey che può avere camminato per la stessa via, ignaro di ciò che il Sarpi aveva fatto, o avendone solamente qualche leggiere notizia.

È noto come nel secolo passato molti anatomici oltremontani ed anco d’Italia abbiano messa in voga la ipotesi della transfusione artificiale del sangue dalle vene di uomini robusti e sani in quelle di valetudinari o vecchi, coll’intento di restituire a questi la perduta sanità o il vigore, ed un giovane francese condannato a morire nei disordini della Rivoluzione, col desiderio di morire utilmente per l’umanità propose che il suo sangue fosse trasfuso in qualche malaticcio: gli fu negato. Duolmi di avere dimenticato il nome di questo pio e generoso Francese.

Ora di questa opinione, come di altre induzioni fisiologiche, si trovano chiarissimi indizi in un frammento di lettera di Frà Paolo conservatoci dal Grisellini, ed ove è fatta aperta menzione de’ suoi esperimenti sulla circolazione del sangue; e si vede ancora che Frà Paolo prima di altri moderni ha conosciuti gli effetti dell’aria nuova inspirata nei corpi