Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/322

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314 capo xxix.

il primo ambasciatore di Olanda venne a Venezia, avvisava che un congresso famigliare con un altro ambasciatore eterodosso avrebbe potuto dare appicco a suoi nemici di opporgli qualche aggravio, molto più che i tempi erano assai difficili e pieni di sospetti per gli accidenti passati l’anno innanzi, e che appunto allora era uscita alla luce l’Istoria del Concilio Tridentino, ed i Curialisti stavano attentissimi a spiare ogni suo politico o privato andamento; per cui quell’abboccamento se poteva lusingare la vanità, poteva altresì increscere per ingrate conseguenze, che un uomo nella posizione di Frà Paolo doveva prevedere.

Quindi non so se fu a caso o per una convenzione stabilita col Collegio che l’Aarsens potè satisfare in parte al suo desiderio. Imperocchè essendosi recato, in compagnia del senatore Giustiniani che gli era stato dato per guida, nell’anti-secreta per sentirsi leggere, com’era l’uso, la risposta alla nota da lui presentata al Senato, vide colà Frà Paolo che passava da quella camera per andare nella Segreta, ossia archivio di Stato. Del quale fortunoso incontro rallegrandosi l’ambasciatore col Giustiniani, disse: «Sono contento di aver veduto questo grand’uomo, il più cospicuo di Europa, che mi parrebbe poco disgusto se dovessi ritornarmene senza essere riuscito nella mia missione, stimando che ho bene impiegato la fatica e la spesa del viaggio».

Il cardinale Pallavicino narra il fatto con circostanze molto diverse. Porto intiero il paragrafo perchè non si trova in tutti gli esemplari della seconda