Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/333

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capo xxix. 325

più odioso alla Curia il nome dell’inventore. Piacque il pensiero, e ne fu affidato l’incarico al Sarpi medesimo, e lui morto fu continuato in un consultore chiamato il Teologo per la revisione delle Bolle.

(1622). Nel 1576 papa Gregorio XIII aveva fondato in Roma il Collegio de’ Greci con chiesa di rito greco e ufficio in lingua greca ed alunni greci, ma educati alla romana. Nel seguente anno per un accordo col Senato vi applicò le rendite del vescovato di Chisamo in Candia, a patto che vi fossero ricevuti Greci sudditi della Repubblica, in numero determinato e a scelta del governo. Benchè le rendite di Chisamo fossero concesse per soli 15 anni, il Senato lasciò continovare anco dopo spirato il termine, e trascurò eziandio di nominare gli alunni lasciando che fossero introdotti a capriccio dai Romani. La direzione del collegio fu prima in mano de’ gesuiti, passò poi ai domenicani, finchè nel 1622 il papa pensò di volerla tornare ai primi, essendochè i gesuiti, diceva, non hanno pari nell’educazione. Questa novità risvegliò l’attenzione della Repubblica, che tosto si oppose. Da qui cominciò un carteggio fra i due Stati e trattative tra il nunzio e il Senato, e l’ambasciatore veneto e il papa. Il Consultore, interpellato dal Collegio, fece notare che tale innovazione occultava un artifizio; e quanto fosse pericoloso il lasciare educare Greci, figli di popolo ignorante, nelle massime di quella Società tanto nemica della Repubblica. «Le parole, disse, che i gesuiti non hanno pari nella educazione involvono un’equivocazione assai manifesta. Non è