Pagina:Bibliografia del Principe Boncompagni.djvu/5

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rius»; e a ciò risponde in effetto un passo del Compendio così tradotto dal Rosen: «Whenever one number is to be multiplied by another, the one must be repeated as many times as the other contains units» 1. Manifestamente al luogo citato il vocabolo duplicetur sta per multiplicetur.

Si dimostra adunque per l’opuscolo pubblicato dal principe Boncompagni che Mohammed compose oltre al trattato di algebra anche un libro sopra il metodo indiano di numerazione, onde non incongruamente potè da lui derivare il nome di Algorismus o Algoritmus dato nel medio evo alla nuova aritmetica, secondo che conghietturò il signor Reinaud 2. Anzi è da credere che eziandio la voce Algus usata in alcuni codici e stampati pel nome del filosofo che insegnò quell’aritmetica, sia stata solo per abbreviazione o errore sostituita a quella di Algorismus: così il Tartaglia affermò e ripetè il signor Chasles 3 che Giovanni di Sacrobosco chiama Algo il filosofo dal cui nome l'aritmetica pratica fu detta Algorismo, e tale è la lezione di qualche edizione del trattato scritto dal Sacrobosco, ma in quella che fece il Clichtovèc con la data di Parigi


  1. Ivi, pag. 21, lin. 13-15.
  2. Mèmoires de l'Institut National de France, Acadèmie des Inscriptions et Belles-Lettres, Tome XVIII, pag. 303-304. Non so peraltro con quale fondamento il sign. Reinaud ivi asseverasse che furono gli scritti di Mohammed quelli che tradotti in latino divulgarono in Occidente la notizia della numerazione indiana. Il Peacock (Arithmetic, art. 67) dice stabilita per comune consenso degli autori arabi l’opinione, ch’egli sia stato il primo a scrivere sopra l'algebra e la numerazione indiana, ma sembra che scambi il nostro Mohammed con Abu Safar Mohammed ben Musa che fiorì alla ine del nono secolo. V. la citata traduzione del Rosen. Prefazione, pag. xi e xii.
  3. Tartaglia, La prima parte del general trattato di numeri et misure. Venezia 1556, carta 3, recto. — Chasles, Apereu historique ecc., pag. 528 in nota.