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Pagina:Boccaccio, Giovanni – Opere latine minori, 1924 – BEIC 1767789.djvu/272

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266 nota

alle stampe, il Cinquecento ne produsse in luce due (Firenze, opera et impensa Philippi de Giunta, 1504, e Basilea, ex officina Ioannis Oporini, 1546), una il secolo XVIII (Firenze, Tartini e Franchi, 1719[1]): la princeps «concorda piú co’ codici», mentre l’ultima è piú corretta, benché talvolta l’editore si sia permesso «qualche cangiamento arbitrario»[2]. Ma in sostanza questa si limita ad esemplare fedelmente la Giuntina[3], come del resto fece, senz’altro, la seconda delle tre.

Dopo il riconoscimento dell’originale, lo Hecker, per darne un saggio, riprodusse diplomaticamente l’egl. XIV[4]; integrale è invece la trascrizione (che vorrei dire semidiplomatica) apprestata nel 1914 per opera di G. Lidonnici[5]. Essa riescí per altro ben poco felice, per l’insufficiente diligenza usata nella trascrizione e nell’allestimento della stampa: basti dire che non meno di quattro tra versi interi e doppi emistichi furono saltati via, oltre a minori sviste (errori di punteggiatura e false letture) quasi senza numero[6].



  1. Forma il to. II della collezione Carmina illustrium poetarum italorum.
  2. Giudizio dell’Hortis, che diè la descrizione bibliografica delle tre edizioni (pp. 753-55): cfr. anche A. Bacchi della Lega, Serie delle edizioni delle opere di G. Bocc. latine, volgari, tradotte e trasformate, Bologna, 1875, pp. 29-30. Lo Hecker produsse la lista accurata delle varianti della vulgata in confronto di R (pp. 74-77), tenendosi però esclusivamente alla stampa del 1719, che chiamò «sehr fehlerhaft» (p. 73, n. 4). In realtá le cure dell’editore, mons. G. Bottari, si rivolsero particolarmente a correggere i trascorsi prosodici del testo (p. es. in I 94 fu da lui soppresso hos, in II 91 fu sostituito struerem a strarem, in IV 23 qua placido Florentia defluit Arno a quo placidus fesulanis defluit Arnus, in V 89 cœlestibus a tot superis, ecc.).
  3. A ragione B. Zumbini trovò che la stampa del 1719 è «una fedele riproduzione della giuntina del 1504, perché, confrontandole, appena qua e lá, dopo parecchie pagine di testo affatto identico, si trova qualche parola diversa» (Giorn. stor. della lett. ital., VII [1886], p. 95).
  4. Op. cit., pp. 84-92.
  5. Il «Buccolicum carmen» cit., pp. 15-157; il resto del volume è occupato da uno studio che ha per oggetto Il significato storico e psicologico del «Buccolicum Carmen» e la sua cronologia. Qualche anno prima un’edizione era stata promessa da G. Traversari e S. Debenedetti (cfr. Giorn. stor., L, p. 424, n. 2).
  6. Si veda la severa ma giusta recensione di L. Galante, nel Giorn. stor., LXIX [1917], pp. 116-26. Mancano alla stampa Lidonnici il secondo emistichio di II 54 e il primo del sg., il secondo emistichio di XIV 172 e il primo del sg., ed inoltre i vv. II 98 e XIII 47. Quest’ultima ommissione avvertí lo stesso editore nell’errata-corrige; quella di II 98 fu volontaria, ma non perciò meno erronea (cfr. qui, p. 263, n. 1). Al Galante sfuggi l’altra di II 54-55.