Pagina:Boccaccio - Amorosa visione, Magheri, 1833.djvu/63

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CAPITOLO XII. 51

Il dir ch’io le faceva, un poco aspetta,
     50Non mi valeva, per ch’io mi voltai
     Verso la terza faccia a man diretta.
Aveavi certo d’ammirare assai
     Più ch’io dir non potrò, tal che me stesso
     Assai fïate men maravigliai:
55Con gli occhi alzati mi feci più presso
     Al detto luogo, acciò ch’io conoscessi
     Chi e che cose vi stessero in esso.
Oro ed argento un gran monte, e con essi
     Zaffiri e ismeraldi con rubini,
     60Ed altre pietre assai credo vedessi.
Riguardando più basso, con uncini,
     Chi con picconi, e chi avea martello,
     E chi con pale, e chi con gran bacini;
Ronconi alcuni, ed altri intorno ad ello
     65Con l’unghie, e chi co’ denti uno infinito
     Popol vi vidi per pigliar di quello.
E ciaschedun parea pronto ed ardito,
     Non onorando il piccolo il maggiore,
     A suo poter fornía suo appetito.
70Gente v’avea di molto gran valore
     In vista, avvegna che la lor viltate
     Pur si scopria, veggendo con romore
Gli altri che quivi per cupiditate
     Givan, cacciarli con duoli e con morte
     75Per prendern’essi maggior quantitate;
Iniqua tirannia rubesta e forte
     Usando, chi con fatti e chi con detti,
     Prendendo più che la dovuta sorte.