Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/136

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132 giornata seconda

sopra il letto, e chetamente tutta la donna, la quale fisamente dormiva, scoperse: e riguardandola tutta, la lodò sommamente, e se vestita gli era piaciuta, oltre ad ogni comparazione ignuda gli piacque. Per che, di piú caldo disio accesosi, non ispaventato dal ricente peccato da lui commesso, con le mani ancor sanguinose allato le si coricò e con lei tutta sonnacchiosa, e credente che il prenze fosse, si giacque. Ma poi che alquanto con grandissimo piacere fu dimorato con lei, levatosi e fatti alquanti de’ suoi compagni quivi venire, fe’ prender la donna in guisa che romore far non potesse, e per una falsa porta, donde egli entrato era, trattala, ed a caval messala, quanto piú poté tacitamente, con tutti i suoi entrò in cammino e verso Atene se ne tornò. Ma per ciò che moglie aveva, non in Atene ma ad un suo bellissimo luogo, che poco di fuori dalla cittá sopra il mare aveva, la donna piú che altra dolorosa mise, quivi nascosamente tenendola e faccendola onorevolmente, di ciò che bisognava, servire. Aveano la seguente mattina i cortigiani del prenze infino a nona aspettato che il prenze si levasse: ma niente sentendo, sospinti gli usci delle camere che solamente chiusi erano, e niuna persona trovandovi, avvisando che occultamente in alcuna parte andato fosse per istarsi alcun dí a suo diletto con quella sua bella donna, piú non si dierono impaccio. E cosí standosi, avvenne che il dí seguente un matto, entrato intra le ruine dove il corpo del prenze e di Ciuriaci erano, per lo capestro tirò fuori Ciuriaci, ed andavalsi tirando dietro. Il quale non senza gran maraviglia fu riconosciuto da molti, li quali con lusinghe fattisi menare al matto lá onde tratto l’avea, quivi, con grandissimo dolore di tutta la cittá, quello del prenze trovarono, ed onorevolmente il sepellirono; e de’ commettitori di cosí grande eccesso investigando, e veggendo il duca d’Atene non esservi, ma essersi furtivamente partito, estimarono, cosí come era, lui dovere aver fatto questo e menatasene la donna. Per che prestamente in lor prenze un fratello del morto prenze sostituendo, lui alla vendetta con ogni loro potere incitarono; il quale, per piú altre cose poi accertato cosí essere come immaginato avieno, richiesti ed amici e parenti