Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/199

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novella seconda 195

e cosí tosto da capo ritornate? Guardate ciò che voi fate. — Il re, udendo queste parole, subitamente presunse, la reina da similitudine di costumi e di persona essere stata ingannata, ma come savio subitamente pensò, poi vide la reina accorta non se n’era, né alcuno altro, di non volernela fare accorgere; il che molti sciocchi non avrebbon fatto, ma avrebbon detto: — Io non ci fui io; chi fu colui che ci fu? come andò? chi ci venne? — Di che molte cose nate sarebbono, per le quali egli avrebbe a torto contristata la donna e datale materia di disiderare altra volta quello che giá sentito avea; e quello che tacendo niuna vergogna gli poteva tornare, parlando sarebbe vitupèro recato. Risposele adunque il re, piú nella mente che nel viso o che nelle parole turbato: — Donna, non vi sembro io uomo da poterci altra volta essere stato, ed ancora appresso questa tornarci? — A cui la donna rispose: — Signor mio, sì; ma tuttavia io vi priego che voi guardiate alla vostra salute. — Allora il re disse: — Ed egli mi piace di seguire il vostro consiglio, e questa volta senza darvi piú impaccio me ne vo’ tornare. — Ed avendo l’animo giá pieno d’ira e di maltalento per quello che vedeva gli era stato fatto, ripreso il suo mantello, s’uscí della camera e pensò di voler chetamente trovare chi questo avesse fatto, imaginando lui della casa dovere essere, e qualunque si fosse, non esser potuto di quella uscire. Preso adunque un piccolissimo lume in una lanternetta, se n’andò in una lunghissima casa che nel suo palagio era sopra le stalle de’ cavalli, nella quale quasi tutta la sua famiglia in diversi letti dormiva: ed estimando che, qualunque fosse colui che ciò fatto avesse che la donna diceva, non gli fosse potuto ancora il polso ed il battimento del cuore per lo durato affanno riposare, tacitamente, cominciato dall’un de’ capi della casa, a tutti cominciò ad andar toccando il petto, per sapere se gli battesse. Come che ciascuno altro dormisse forte, colui che con la reina stato era non dormiva ancora; per la qual cosa, veggendo venire il re ed avvisandosi ciò che esso cercando andava, forte cominciò a temere, tanto che sopra il battimento della fatica avuta la paura n’aggiunse un maggiore: ed avvisossi fermamente che,