Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/211

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novella quarta 207

bello della persona e d’aguto ingegno e di profonda scienza; col quale frate Puccio prese una stretta dimestichezza. E per ciò che costui ogni suo dubbio molto ben gli solvea, ed oltre a ciò, avendo la sua condizion conosciuta, gli si mostrava santissimo, se l’incominciò frate Puccio a menare talvolta a casa ed a dargli desinare e cena, secondo che fatto gli venia; e la donna altressi, per amor di fra Puccio, era sua dimestica divenuta e volentier gli faceva onore. Continuando adunque il monaco a casa di fra Puccio e veggendo la moglie cosí fresca e ritondetta, s’avvisò qual dovesse essere quella cosa della quale ella patisse maggior difetto, e pensossi, se egli potesse, per tórre fatica a fra Puccio, di volerla supplire. E postole l’occhio addosso ed una volta ed altra bene astutamente, tanto fece, che egli l’accese nella mente quello medesimo disidèro che aveva egli; di che accortosi il monaco, come prima destro gli venne, con lei ragionò il suo piacere. Ma quantunque bene la trovasse disposta a dover dare all’opera compimento, non si poteva trovar modo, per ciò che costei in niun luogo del mondo si voleva fidare ad esser col monaco se non in casa sua: ed in casa sua non si potea, però che fra Puccio non andava mai fuor della terra. Di che il monaco avea gran malinconia: e dopo molto gli venne pensato un modo da dovere potere essere con la donna in casa sua senza sospetto, nonostante che fra Puccio in casa fosse. Ed essendosi un dí andato a star con lui frate Puccio, gli disse cosí: — Io ho giá assai volte compreso, fra Puccio, che tutto il tuo disidèro è di divenir santo; alla qual cosa mi par che tu vadi per una lunga via, lá dove ce n’è una che è molto corta, la quale il papa e gli altri suoi maggior prelati, che la sanno ed usano, non vogliono che ella si mostri, per ciò che l’ordine chericato, che il piú di limosine vive, incontanente sarebbe disfatto, sí come quello al quale piú i secolari né con limosine né con altro attenderebbono. Ma per ciò che tu se’ mio amico ed haimi onorato molto, dove io credessi che tu a niuna persona del mondo l’appalesassi, e volessila seguire, io la t’insegnerei. — Frate Puccio, divenuto disideroso di questa cosa, prima cominciò a pregare con