Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/327

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

novella ottava 323

Andato adunque Girolamo a Parigi fieramente innamorato, d’oggi in doman ne verrai, vi fu due anni tenuto; donde piú innamorato che mai tornatosene, trovò la sua Salvestra maritata ad un buon giovane che faceva le trabacche, di che egli fu oltre misura dolente. Ma pur, veggendo che altro essere non poteva, s’ingegnò di darsene pace: e spiato lá dove ella stesse a casa, secondo l’usanza de’ giovani innamorati incominciò a passare davanti a lei, credendo che ella non avesse lui dimenticato se non come egli aveva lei. Ma l’opera stava in altra guisa: ella non si ricordava di lui se non come se mai non l’avesse veduto, e se pure alcuna cosa se ne ricordava, si mostrava il contrario. Di che in assai piccolo spazio di tempo il giovane s’accorse, e non senza suo grandissimo dolore, ma nondimeno ogni cosa faceva che poteva per rientrarle nell’animo: ma niente parendogli adoperare, si dispose, se morirne dovesse, di parlarle esso stesso. E da alcun vicino informatosí come la casa di lei stesse, una sera che a vegghiare erano ella ed il marito andati con lor vicini, nascosamente dentro v’entrò, e nella camera di lei dietro a teli di trabacche che tesi v’erano, si nascose; e tanto aspettò, che, tornati costoro ed andatisene a letto, sentí il marito di lei addormentato, e lá se n’andò dove veduto aveva che la Salvestra coricata s’era; e postale la sua mano sopra il petto, pianamente disse: — O anima mia, dormi tu ancora? — La giovane, che non dormiva, volle gridare, ma il giovane prestamente disse: — Per Dio, non gridare, ché io sono il tuo Girolamo. — Il che udendo costei, tutta tremante disse: — Deh! per Dio, Girolamo, vattene: egli è passato quel tempo che alla nostra fanciullezza non si disdisse l’essere innamorati; io sono, come tu vedi, maritata, per la qual cosa piú non istá bene a me d’attendere ad altro uomo che al mio marito: per che io ti priego per solo Iddio che tu te ne vada, ché, se mio marito ti sentisse, pognamo che altro male non ne seguisse, sí ne seguirebbe che mai in pace né in riposo con lui viver potrei, dove ora, amata da lui, in bene ed in tranquillitá con lui mi dimoro. — Il giovane, udendo queste parole, sentí noioso dolore; e ricordatole il passato tempo ed il suo amore mai