Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/413

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chiusa 409


Elissa, ricevuto l’onore, sí come per addietro era stato fatto, così fece ella: ché, dato col siniscalco primieramente ordine a ciò che bisogno facea per lo tempo della sua signoria, con contentamento della brigata disse: — Noi abbiamo giá molte volte udito che con be’ motti o con risposte pronte o con avvedimenti presti molti hanno giá saputo con debito morso rintuzzare gli altrui denti o i sopravvegnenti pericoli cacciar via: e per ciò che la materia è bella e può essere utile, voglio che domane con l’aiuto di Dio infra questi termini si ragioni, cioè di chi con alcun leggiadro motto, tentato, si riscotesse, o con pronta risposta o avvedimento fuggì perdita o pericolo o scorno. — Questo fu commendato molto da tutti; per la qual cosa la reina, levatasi in piè, loro tutti infino all’ora della cena licenziò.

L’onesta brigata, veggendo la reina levata, tutta si dirizzò, e secondo il modo usato, ciascuno a quello che piú diletto gli era si diede. Ma essendo giá di cantar le cicale ristate, fatto ogni uom richiamare, a cena andarono; la quale con lieta festa fornita, a cantare ed a sonare tutti si diedero. Ed avendo giá, con volere della reina, Emilia una danza presa, a Dioneo fu comandato che cantasse una canzone; il quale prestamente cominciò: «Monna Aidruda, levate la coda, — ché buone novelle vi reco». Di che tutte le donne cominciarono a ridere, e massimamente la reina, la quale gli comandò che quella lasciasse e dicessene un’altra. Disse Dioneo: — Madonna, se io avessi cembalo io direi: «Alzatevi i panni, monna Lapa» o «Sotto l’ulivello è l’erba». O voleste voi che io dicessi: «L’onda del mare mi fa sì gran male»? Ma io non ho cembalo, e per ciò vedete voi qual voi volete di queste altre. Piacerebbevi: «Esci fuor, che sii tagliato — com’un mio in su la campagna»? — Disse la reina: — No, dinne un’altra. — Adunque, — disse Dioneo — dirò io: «Monna Simona imbotta imbotta — e non è del mese d’ottobre». — La reina ridendo disse: — Deh in malora! dinne una bella, se tu vuogli, ché noi non voglián cotesta. — Disse Dioneo: — No, madonna, non ve ne fate male; pur qual piú vi piace? Io ne so piú di mille. O volete: «Questo mio