Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/263

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novella quarta 257

piccol fanciullino e la donna per la mano, ed andato verso Niccoluccio, disse: — Lieva su, compare; io non ti rendo la tua mogliere, la quale i tuoi e suoi parenti gittarono via: ma io ti voglio donare questa donna mia comare con questo suo figlioletto, il quale son certo che fu da te generato ed il quale io a battesimo tenni, e nomina’lo Gentile: e priegoti che, perché ella sia nella mia casa vicin di tre mesi stata, che ella non ti sia men cara: ché io ti giuro per quello Iddio che forse giá di lei innamorar mi fece acciò che il mio amore fosse, sí come stato è, cagion della sua salute, che ella mai o col padre o con la madre o con teco piú onestamente non visse, che ella appresso di mia madre ha fatto nella mia casa. — E questo detto, si rivolse alla donna e disse: — Madonna, omai da ogni promessa fattami io v’assolvo, e libera vi lascio di Niccoluccio. — E rimessa la donna ed il fanciul nelle braccia di Niccoluccio, si tornò a sedere. Niccoluccio disiderosamente ricevette la sua donna ed il figliuolo, tanto piú lieto quanto piú n’era di speranza lontano: e come meglio potè e seppe, ringraziò il cavaliere; e gli altri, che tutti di compassion lagrimavano, di questo il commendaron molto: e commendato fu da chiunque l’udí. La donna con maravigliosa festa fu in casa sua ricevuta, e quasi risuscitata con ammirazione fu piú tempo guatata da’ bolognesi; e messer Gentile sempre amico visse di Niccoluccio e de’ suoi parenti e di que’ della donna. Che adunque qui, benigne donne, direte? Estimerete, l’aver donato un re lo scettro e la corona, ed uno abate senza suo costo avere riconciliato un malfattore al £apa, ed un vecchio porgere la sua gola al coltello del nemico, essere stato da agguagliare al fatto di messer Gentile? Il quale, giovane ed ardente, e giusto titolo parendogli avere in ciò che la trascutaggine altrui aveva gittato via ed egli per la sua buona fortuna aveva ricolto, non solo temperò onestamente il suo fuoco, ma liberamente quello che egli soleva con tutto il pensier disiderare e cercar di rubare, avendolo, restituí. Per certo niuna delle giá dette a questa mi par simigliante.