Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/267

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novella quinta 261

alcun disordinato appetito seguire, con reverenza onestamente la ricevette, ed in una bella camera ad un gran fuoco se n’entrâr tutti; e fatto lei porre a seder, disse: — Madonna, io vi priego, se il lungo amore il quale io v’ho portato merita alcun guiderdone, che non vi sia noia d’aprirmi la vera cagione che qui a cosí fatta ora v’ha fatta venire e con cotal compagnia. — La donna, vergognosa e quasi con le lagrime sopra gli occhi, rispose: — Messer, né amor che io vi porti né promessa fede mi menan qui, ma il comandamento del mio marito, il quale, avuto piú rispetto alle fatiche del vostro disordinato amore che al suo e mio onore, mi ci ha fatta venire: e per comandamento di lui disposta sono per questa volta ad ogni vostro piacere. — Messere Ansaldo, se prima si maravigliava, udendo la donna, molto piú s’incominciò a maravigliare, e dalla liberalitá di Gilberto commosso, il suo fervore in compassione cominciò a cambiare, e disse: — Madonna, unque a Dio non piaccia, poscia che cosí è come voi dite, che io sia guastatore dell’onore di chi ha compassione al mio amore: e per ciò l'esser qui sará, quanto vi piacerá, non altramenti che se mia sorella foste, e quando a grado vi sará, liberamente vi potrete partire, sí veramente che voi al vostro marito, di tanta cortesia quanta la sua è stata, quelle grazie renderete che convenevoli crederete, me sempre per lo tempo avvenire avendo per fratello e per servidore. — La donna, queste parole udendo, piú lieta che mai disse: — Niuna cosa mi potè mai far credere, avendo riguardo a’ vostri costumi, che altro mi dovesse seguir della mia venuta che quello che io veggio che voi ne fate; di che io vi sarò sempre obligata. — E preso commiato, onorevolmente accompagnata si tornò a Gilberto, e racconlògli ciò che avvenuto era; di che strettissima e leale amistá lui e messere Ansaldo congiunse. Il nigromante, al quale messere Ansaldo di dare il promesso premio s’apparecchiava, veduta la liberalitá di Gilberto verso messere Ansaldo e quella di messere Ansaldo verso la donna, disse: — Giá Iddio non voglia, poi che io ho veduto Gilberto liberale del suo onore e voi del vostro amore, che io similmente non sia liberale del mio guiderdone; e per ciò, conoscendo quello a voi star bene,