Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/72

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66 giornata settima

torto amo, fatto prete? Dissiti che niuno uscio della mia casa gli si poteva tener serrato, quando meco giacer volea: e quale uscio ti fu mai in casa tua tenuto, quando tu colá dove io fossi, se’ voluto venire? Dissiti che il prete si giaceva ogni notte con meco: e quando fu che tu meco non giacessi? E quante volte il tuo cherico a me mandasti, tante sai quante tu meco non fosti, ti mandai a dire che il prete meco stato non era. Quale smemorato altri che tu, che alla gelosia tua t’hai lasciato accecare, non avrebbe queste cose intese? E se’ ti stato in casa a far la notte la guardia all’uscio, ed a me credi aver dato a vedere che tu altrove andato sii a cena e ad albergo. Ravvediti oggimai e torna uomo come tu esser solevi, e non far far beffe di te a chi conosce i modi tuoi come fo io, e lascia star questo solenne guardar che tu fai, ché io giuro a Dio, se voglia me ne venisse di porti le corna, se tu avessi cento occhi come tu n’hai due, el mi darebbe il cuore di fare i piacer miei in guisa che tu non te n’avvedresti. — Il geloso cattivo, a cui molto avvedutamente pareva avere il segreto della donna sentito, udendo questo, si tenne scornato, e senza altro rispondere, ebbe la donna per buona e per savia: e quando la gelosia gli bisognava, del tutto la si spogliò, cosí come, quando bisogno non gli era, se l’aveva vestita; per che la savia donna, quasi licenziata a’ suoi piaceri, senza far venire il suo amante su per lo tetto come vanno le gatte, ma pur per l’uscio, discretamente operando, poi piú volte con lui buon tempo e lieta vita si diede.

[VI]

Madonna Isabella con Leonetto standosi, amata da un messer Lambertuccio, è da lui visitata; e tornato il marito di lei, messer Lambertuccio con un coltello in mano fuor di casa sua ne manda, ed il marito di lei poi Leonetto accompagna.


Maravigliosamente era piaciuta a tutti la novella della Fiammetta, affermando ciascuno, ottimamente la donna aver fatto e