Pagina:Boccaccio - Decameron di Giovanni Boccaccio corretto ed illustrato con note. Tomo 5, 1828.djvu/188

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il richiedesse, del quale molto sovente son pieni gli accidenti d’amore, di pigliare l’arme, e la tua salute o forse quella della tua donna difendere? Certo io credo, senza più cose andar ricordando, che a tutte parimente risponderesti, che male: e quando ciò non ti paresse, a me e a ciascun altro, il quale con più discreto occhio guardasse, che tu impedito per avventura far non puoi, parrebbe pure che così fosse. Male è adunque la tua etade omai agl’innamoramenti dicevole, alla quale, non il seguisse le passioni o lasciarsi a loro sopravvegnenti vincere sta bene, ma il vincer quelle, e con opere virtuose che la tua fama ampliassero, e con aperta fronte e lieta dare di sè ottimo esemplo a’ più giovani s’appartiene. Ma alla seconda parte è da venire, la quale ne’ giovani, non che ne’ vecchi, fa amore disdicevole, se io non m’inganno, cioè i tuoi studi. Tu, se io già bene intesi mentre vivea, e ora così essere il vero apertamente conosco, mai alcuna manuale arte non imparasti, e sempre l’essere mercatante avesti in odio; di che più volte ti se’ con altrui e teco medesimo gloriato, avendo riguardo al tuo ingegno, poco atto a quelle cose nelle quali assai invecchiano d’anni, e di senno ciascun giorno diventano più giovani: della qual cosa il primo argomento è, che a loro par più che a tutti gli altri sapere, come alquanto sono loro bene disposti i guadagni, secondo gli avvisi fatti, o pure per avventura, come suole le più volte avvenire: laddove essi, del tutto ignoranti, niuna cosa più oltre sanno, che quanti passi ha dal fondaco o dalla bottega alla lor casa, e par loro che ogni uomo che di ciò gli volesse sgannare aver vinto e confuso, quando dicono: