Pagina:Boccaccio - Decameron di Giovanni Boccaccio corretto ed illustrato con note. Tomo 5, 1828.djvu/209

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più. Ma se per dieci cattivi della sua schiatta, più avventurata in crescere in numero d’uomini che in valore o in onore alcuno, fosse stato un solo scudo appiccato, e spiccato uno di quelli per la cui cavalleria appiccati vi furono, a’ quali ella così bene e così convenientemente stette come al porco la sella, non dubito punto, che dove degli scudi dei cattivi centinaia apparirebbono, niuno se ne vedrebbe de’ cavalieri. Estimano i bestiali, tra’ quali ella è maggior bestia che uno leofante, che ne’ vestimenti foderati di vaio, e nella spada, e negli sproni dorati, le quali cose ogni piccolo artefice ogni povero lavoratore leggiermente potrebbe avere, e un pezzo di panno e uno scudicciuolo da fare alla sua fine nella chiesa appiccare, consista la cavalleria, la quale veramente consiste in quelli che oggi cavalieri si chiamano, e non in altro: ma quanto essi sieno dal vero lontani, colui il sa che quelle cose che a loro appartengono, e per le quali ella fu creata, alle quali tutte essi sono più nimici che il diavolo delle croci, il conosce. Adunque con questa stolta maggioranza e arroganza incominciando, sperando io sempre (quantunque io avessi per lo meno male, siccome vile, giù l’armi poste), che essa alcuna volta riconoscer si dovesse, e della presa tirannia rimuoversi, pervenne a tanto, che senza pro conobbi, che dov’io pace e tranquillità mi credea avere in casa recate, conoscendo che guerra fuoco e mala ventura recata v’avea, cominciai a desiderare ch’ella ardesse; e ciascun luogo della nostra città, qual che si fosse più di litigi e di quistioni pieno, m’incominciò a parer più quieto e più riposato che la mia casa: e così veggendo