Pagina:Boccaccio - Decameron di Giovanni Boccaccio corretto ed illustrato con note. Tomo 5, 1828.djvu/257

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e spedito, e aver licenzia di potere andare. Per la qual cosa dir mi parve allo spirito: se tempo ti paresse d’andare, io te ne priego che di quinci ci dipartiamo, perciocchè a me son tornate le perdute forze e il buon volere, e parmi vedere la via espedita. A cui tutto lieto rispose lo spirito: ciò mi piace; muoviti, e andiamo tosto: ma guarda del sentiero luminoso che davanti ti vedi, e per lo quale io anderò, tu non uscissi punto, perciocchè se i bronchi de’ quali vedi il luogo pieno ti pigliassero, nuova fatica ti bisognerebbe a trartene, oltre a questa alla quale io venni. Sallo Iddio, se l’aiuto che hai avuto al presente impetreresti o nò. Al quale mi parea tutto lieto rispondere: andianne pur tosto per Dio, e questa cautela sicuramente al mio avvedimento commetti, che per certo se cento milia prieghi mi si facessono incontro in luogo delle beffe già ricevute, non mi potrebbono più nelle catene rimettere, delle quali la misericordia di colei, alla qual sempre mi conobbi obbligato, e ora più che mai, e la tua buona dottrina e liberalità appresso mi traggono. Mossesi adunque lo spirito: e per lo luminoso sentiero andando, verso le montagne altissime dirizzò i passi suoi: su per una delle quali sì alta, che parea che il cielo toccasse, messosi, me non senza grandissima fatica, sempre cose piacevoli ragionando, si trasse dietro; sopra le sommità delle quali poichè pervenuti fummo, quivi il cielo aperto e luminoso veder mi parve, e sentire l’aere dolce e soave e lieto, e veder le piante verdi, e i fiori per le campagne; le quali cose tutto il petto della passata noia afflitto riconfortarono, e ritornarono nella prima allelegrezzaFonte/commento: ed. 1723. Laonde, siccome allo spirito piacque, io mi