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240 IL FILOSTRATO


C.


Ben sapria meglio assai che tu tenerla,
     Io dico, stu m’intendi, la corona;
     Nè saria, qual se’ tu, donna baderla,
     Che dai di morso a ciascuna persona.
     Degno m’avesse Iddio fatto d’averla
     Per donna sì, come fra voi si suona,
     Ch’io mi terrei in grandissimo pregio
     Ciò che donna Cassandra ha in dispregio.

CI.


Or via andate con mala ventura,
     Poi non sapete ragionar, filate;
     Ricorreggete la vostra bruttura,
     E le virtù d’altrui stare lasciate.
     Ecco dolore, ecco nuova sciagura,
     Che una pazza per sua vanitate
     Quello ch’è da lodar riprender vuole,
     E se non è ascoltata, le ne duole.

CII.


Cassandra tacque, e volentieri stata
     Esser vorrebbe altrove quella volta;
     E tra le donne si fu mescolata
     Senz’altro dire, e come gli fu tolta
     Dal viso, così tosto ne fu andata
     Al palagio real, nè mai più volta
     Per visitarlo dievvi: non fu ella
     Sì ben veduta ed ascoltata in quella.