Pagina:Boccaccio - Il Filostrato di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto su i testi a penna, 1831.djvu/81

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PARTE SECONDA 69


CXIII.


Griseida sorrise lui udendo,
     E quelle prese, e messesele in seno:
     Quando avrò agio, poi a lui dicendo,
     Le vederò come saprò appieno;
     Se io fo men che ben questo facendo,
     Il non poter del tuo piacer far meno
     Me n’è cagion; Iddio dal cielo il vegga,
     Ed alla mia semplicità provvegga.

CXIV.


Partissi Pandar poi glie l’ebbe date,
     Ed essa vaga molto di vedere
     Quel che dicesser, sue cagion trovate,
     L’altre compagne sue lasciò a sedere,
     Ne gì nella sua camera, e spiegate,
     Lesse e rilesse quelle con piacere,
     E ben s’accorse che Troilo ardea
     Vie più assai che in atto non parea.

CXV.



Il che caro le fu, perchè trafitta
     Esser sentissi l’anima nel core,
     Di che ella viveva molto afflitta,
     Come che punto non paresse fuore:
     E ben notata ogni parola scritta,
     Di ciò lodò e ringraziò amore,
     Seco dicendo: a spegner questo foco
     Conviene a me trovare il tempo e ’l loco: