Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/103

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SOPRA DANTE 83

l’Apocalissi medesima: Quicumque vicerit, faciam illum columnam in templo Dei mei. La quarta, cioè la salvante, secondo i meriti guiderdona i faticanti; di che l’Evangelio dice: Quid hic statis quotidie ociosi: ite et vos in vineam meam, et quod justum fuerit dabo vobis. E san Paolo: ut recipiat unusquisque sedem eaque fecit. Di queste quattro grazie delle quali ho alquanto parlato, perciocchè più volte nel processo di questo libro se n’ha a ragionare, più diffusamente se ne vorrebbe esser detto, nondimeno questo basti al presente: e dico, che la prima grazia senza alcun merito di colui che la riceve si dona: di che dice san Paolo: Non semper opera, quae fecimus nos, sed secundum suam misericordiam salvos nos fecit. Le qualità delle quali grazie considerate, assai manifestamente appare, la prima delle quattro essere stata quella che al nostro autore, e similmente a ciascun altro che in simile caso si trova, fu conceduta da Dio, per la quale esso il suo misero stato conobbe. Ma potrebbe alcun domandare, in che maniera tocca Domeneddio i peccatori con questa sua grazia? Le maniere son molte perciocchè a tanto artefice quanto Iddio è non mancò mai modo a quello che egli volesse adoperare: dice il Salmista: Dixit et facta sunt: mandavit et creata sunt. Esso primieramente alcuna volta con visioni tocca le menti di coloro che di questa grazia hanno bisogno, siccome noi leggiamo di Costantino imperadore, il quale dormendo vide san Piero e san Paolo, e il loro ammaestramento udì: e poi desto dal corporal sonno e dal mentale quello seguì, e gli errori