Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/113

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SOPRA DANTE 93

no. Ed Intorno a questo è da considerare. queste bestie altrimenti doversi intendere, avendo riguardo solamente all’autore, e altrimenti avendo riguardo generalmente a ciascun peccatore, che vuole alla via della verità ritornare. Perciocchè non ogni uomo egualmente conosceva da una medesima passione impedito, e perciò avviso l’autor ponesse quello che a lui sentiva s’appartenesse, e di che più si conosceva passionato; e però più meritamente quello dirò ch’io sentirò per queste tre bestie appartenere all’autore: poi se ninna cosa n’avrò da mutare, per riducerle al senso spettante all’università de’ peccatori, come saprò il farò e dimostrerò. Dice adunque che essendo nella predetta meditazione, diliberato di lasciare la valle oscura e di salire al monte luminoso e chiaro, cioè alla dottrina apostolica ed evangelica, essere state tre bestie quelle che il suo salire impedivano, una leonza, o lonza che si dica, e un leone e una lupa, le quali quantunque a molti e diversi vizii adattare si potessono, nondimeno qui secondo la sentenza di tutti par che si debbano intendere per questo, cioè per la lonza il vizio della lussuria, e per lo leone il vizio della superbia, e per la lupa il vizio dell’avarizia. E perciocchè io non intendo di partirmi dal parere generale di tutti gli altri, verrò a dimostrare come questi animali a’ detti vizii si possono appropriare, e poi se all’autore parrà di dovergli attribuire, rimangasi nello arbitrio di ciascuno. Sono nella lonza, tra l’altre molte, quattro singolari proprietà. Ella primieramente è leggierissima del corpo, tanto o più quanto alcuno altro quadrupede. Appres-