Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/114

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94 COMENTO DEL BOCCACCI

so la sua pelle è leccata, piana e di molte macchie dipinta. Oltre a questo ella è maravigliosamente vaga del sangue del becco. Ultimamente ella è di sua natura crudelissimo animale. Le quali quattro proprietà, secondo il mio giudicio, sono mirabilmente conformi al vizio della carnea perciocchè la sua leggerezza ha a dimostrare la levità degli animi di quelle persone, o che con l’appetito o che attualmente con esso vizio s’inviscano; perciocchè essi alcuna volta ardon tutti da fervente desiderio della cosa amata accesi; alcun altri son più freddi che la neve, cessando in un punto la speranza della cosa amata; e quasi in un momento ridono e cantano, e lamentansi e piangono, e così insuperbiscono subito, e subitamente diventano umili: ora turbati garrono e gridano, e di presente mitigati lusingano: le quali levità ottimamente descrive Plauto in una sua commedia chiamata Cistellaria, dove un giovane poichè uopo non gli era invescato in questa pania, dice così:

Credo ego amorem primum apad homines carnificinam
     commentum.
Hanc ego de me conjecturam domi facio, ne foris quaeram,
Qui omnes homines supero, atque antideo cruciabilitatibus
     animi:
Jactor, crucior, agitor, stimulor, versor in amoris rota miser.
Exanimor, feror, differor distrabor, deripior: ita nubilam
     mentem
Animi habeo: ubi sum, ibi non sum: ubi non sum, ibi est animus.