Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/116

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96 COMENTO DEL BOCCACCI

Creusa. Alle quali inconvenienze e disordinati appetiti, assai bene convenirsi la leggerezza di questa bestia co’ miseri libidinosi dimostrano. Appresso la pelle sua leccata, e di macchie dipinta, non meno che la predetta, si confà co’ costumi de’ lascivi: perciocchè quelli, li quali da tal passione son faticati, quanto possono, o per pigliare o per tenere, si studiano di piacere; perlaqualcosa s’adornano di vestimenti varii, pettinansi, lavansi e dipingonsi, specchiansi, tondonsi, vanno e tornano, cantano, suonano, spendono, gittano, e dove di parer più begli e più accettevoli si sforzano, vituperevolmente di disoneste ed enormi brutture si macchiano. Con queste armi e prese e fu preso Paris da Elena: con queste armi mise Dalila nelle mani de’ suoi nemici Sansone: con queste armi prese e irretì Cleopatra Cesare. E oltre a questo, questa bestia è maravigliosamente vaga del sangue del becco. Intorno alla qual cosa si dee intendere, in questo dimostrarsi l’appetito corrotto di coloro li quali in questa bruttura si mescolano; perciocchè siccome il becco è lussuriosissimo animale, così per l’usare questo vizio più lussurioso si diviene. Per la qual cosa alcuni miseramente, credendosi in cotal guisa sviluppare, non accorgendosene, s’inviluppano; perciocchè non questo come gli altri vizii per continuo combattimento si vince, ma per fuggire: il che ottimamente dimostrarono i poeti nella struzione della battaglia d’Ercole e d’Anteo. Oltre a ciò, il becco è fiatoso animale, e olido, del quale questa bestia si diletta: in che si dimostra la vaghez-