Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/124

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104 COMENTO DEL BOCCACCI

della fortuna 1 tristissima parte, quanto l’animo suo sia piccolo e misero manifestamente dimostra. Nelle quali cose si può comprendere, l’avarizia accompagnarsi con la più misera condizion d’uomini che si trovi, come la lupa col più tristo de’ lupi si congiugne. Appresso questo dissi, il lupo essere sospettoso animale: la qual cosa essere l’avaro i suoi costumi il dimostrano. Esso con alcuno suo amico non comunica la quantità de’ suoi beni, sospicando non la gran quantità palesata gli generi aguati o invidia: e oltre a ciò, niuna fede presta all’altrui parole: sempre suspica che viziatamente parlato gli sia per sottrargli alcuna cosa: in niuna parte estima essere assai sicuro, e di ciascuno che guarda la porta della sua casa teme non per doverlo rubare la riguardi. Alcun sonno non puote avere intero, nè riposata alcuna notte: ogni piccol movimento di qualunque menomo animale suspica non andamento sia de’ ladri; e non fidandosi delle casse ferrate, i suo danari sì fida alle cave e fosse sotterranee. Chi potrebbe assai pienamente innarrare i sospetti de’ miseri avari, li quali tutti in sè convertono lacciuoli, li quali già hanno tesi ad altrui? E perciò dovendo bastare quello che detto n’è, credo assai convenientemente l’avarizia o l’avaro convenirsi alla lupa, la quale piena di spavento si para davanti a colui, il quale i disonesti guadagni e altre men che buone opere vuole lasciare, per dovere in miglior via ritornare: e nel

  1. Trisessima.