Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/126

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106 COMENTO DEL BOCCACCI

cosa m’occorre, alla quale queste tre bestie si possano meglio adattare, che sia quello, il che è a tutti comune, che alli tre nostri principali nemici, cioè la carne, il mondo, e il diavolo: e per la carne intendere la lonza, per lo mondo il leone, e il diavolo per la lupa. Questi tre continuamente vegghiano, e stanno intenti alla nostra dannazione. La carne lusinga con la dolcezza de’ diletti temporali, sotto a’ quali ha nascoso il veleno infernale, il quale noi, come il pesce con l’esca piglia l’amo, così quasi sempre co’ diletti prendiamo; e di ciò velenati, miseramente moiamo. Per la qual cosa il nostro Salvador n’ammaestra, e sollecita di stare attenti a non lasciarci ingannare, quando dice: Vigilate, et orate: spiritus quidem promtus, caro autem infirma. E san Paolo similemente ne rende avveduti e cauti quando dice: Spiritus concupiscit adversus carnem: et caro adversus spiritum. Vogliendone per questo ammaestrare, che noi siamo e avveduti e forti a resistere alle tentazioni carnali. E il simigliante fa il mondo: questi ne para dinanzi gli splendor suoi, gl’imperii, i regni, le provincie, gli stati e la pompa secolare, gli onori e la peritura gloria; nascondendo sotto la sua falsa luce, i tradimenti, le violenze gl’inganni, le guerre, l’uccisioni, l’invidie, e i furori, e i cadimenti e altre cose assai, senza le quali nè pigliare nè tenere si possono queste preeminenze, questi fulgori, queste grandezze temporali: le quali tutte, e ciascuna n’ha a privare di pace, e di riposo, e della eterna beatitudine. Susseguente il dimonio, rapacissimo ed insaziabile divoratore, pieno d’ingegno e