Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/133

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SOPRA DANTE 113

scienza, la religione e l’armi, poi partendosi ne vennero appo i Latini, e qui per lungo spazio furono: poi di qui paiono andate in ver ponente, essendo appo i Tedeschi e appo i Galli, e par già che il cielo ne minaccia di portarle in Inghilterra. Il che peravventura potrà, se piacer fia di Dio, dì questa costellazione che l’autor dice avvenire. E questa è quella parte dalla quale muove tutto il dubbio che nella presente discrizione si contiene: la qual parte io manifestamente confesso ch’io non intendo: e perciò in questo sarò più recitatore de’ sentimenti altrui che esponitore de’ miei. Vogliono adunque alcuni intendere per questo veltro doversi intendere Cristo, e la sua venuta dovere essere nell’estremo giudicio, ed egli dovere allora esser salute di quella umile Italia, della quale nella esposizion litterale dicemmo, e questo vizio rimettere in inferno. Ma questa opinione a niun partito mi piace; perciocchè Cristo, il quale è signore e creatore del cielo e d’ogni altra cosa, non prende i suoi movimenti dalle loro operazioni, anzi essi, siccome ogni altra creatura, seguitano il suo piacere, e fanno i suoi comandamenti; e quando quel tempo verrà, sarà il cielo nuovo, e la terra nuova, e non saranno più. uomini, ne’ quali questo vizio o alcun altro abbia ad aver luogo: e la venuta di Cristo non sarà allora salute nè d’Italia nè d’altra parte, perciocchè solo la giustizia avrà luogo, e alla misericordia sarà posto silenzio, e il diavolo co’ suoi seguaci tutti saranno in perpetuo rilegati in inferno. E oltre a ciò, Cristo non dee mai più nascere, dove l’autor dice che qnesto veltro dee

com. di dante T. I. 8