Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/135

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SOPRA DANTE 115

cielo essendogli a ciò favorevole, che egli potrebbe, o potrà, muovere gli animi de’ sudditi a seguire, facendo il simigliante, le sue vestigie, e per conseguente cacciar questo vizio universalmente del mondo. Ed essendo salute di quella umile Italia, la qual fu già capo del mondo, e dove questo vizio, più che in alcuna altra parte pare aver potenza, sarebbe salute di tutto il rimanente del mondo: e così d’ogni parte discacciatola, la rimetterebbe in inferno, cioè in dimenticanza e in abusione: o vogliam dire in quella parte dove gli altri vizii son tutti, e donde ella primieramente surse intra’ mortali. E a roborare 1 questa loro opinione inducono questi cotali i tempi già stati, cioè quegli ne’ quali regnò Saturno, li quali per li poeti si trovano essere stati d’oro, cioè pieni di buona e di pura simplicità, e ne’ quali questi beni temporali dicon che eran tutti comuni; e per conseguente, se questo fu, anche dover potere essere, che questi sotto il governo d’alcuno altro uomo sarebbono. Alcuni altri accostandosi in ogni cosa alla predetta opinione, dando del tra feltro e feltro una esposizione assai pellegrina, dicendo sè estimare la dimostrazione di questa mutazione, cioè del permutarsi i costumi degli uomini, e gli appetiti da avarizia in liberalità, doversi cominciare in Tartaria, ovvero nello imperio di mezzo, laddove estimano essere adunate le maggiori ricchezze e moltitudini di tesori, che oggi in alcuna altra parte sopra la terra si sappiano. E la ragione con la quale la loro opinione forti-

  1. Roborare legge il codice, e non afforzare, come vi fu soilituito arbitrariamente da mano moderna.