Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/151

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SOPRA DANTE 131

mincia: Tu dici, nel sesto libro del tuo Eneida: che di Silvio lo parente, cioè padre.

Ebbe Enea due figliuoli, de’ quali fu l’uno chiamalo Julio Ascanio, e questo ebbe di Creusa figliuola di Priamo re di Troia, e l’altro ebbe nome Julio Silvio Postumo, il quale Lavina figliuola del re Latino, essendo rimasa gravida d’Enea, partorì dopo la morte d’Enea in una selva; per la qual cosa ella il cognominò Silvio: e Postumo fu chiamato, perciocchè dopo la umazione del padre era nato: e così si chiamano tutti quelli che dopo la morte de’ padri loro nascono; Corruttibile ancora, cioè ancora vivo; perciocchè chiunque nella presente vita vive è corruttibile, cioè atto a corruzione: ad immortale, cioè eterno, secolo, cioè mondo. Secolo, secondo il suo proprio significato, è uno spazio di tempo di cento anni secondo il romano uso: ma in questa parte non lo intende l’autore per ispazio di tempo, ma seguendo l’uso del parlare fiorentino 1, nel quale volendo dire in questo mondo, spesso si dice in questo secolo; rivolgendo il nome del tempo in nome del luogo dove il tempo s’usa, cioè nel mondo. Chiama secolo l’altro mondo, cioè 1’inferno, il quale noi similemente assai spesso chiamiamo l’altro mondo: il che la sacra Scrittura similemente fa alcuna volta: il quale del presente mondo dicendo, dice san Paolo: pie, et juste viventes in hoc saeculo: e dell’altra vita parlando: Nescimus in quos fines saeculi de-

  1. Il codice leggeva originalmente fiorentino; fu cancellato con tre freghi, e scritto sopra commune, da mano moderna; gli editori di Napoli stamparono erroneamente frequentato.