Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/174

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154 COMENTO DEL BOCCACCI

si dimostra verso lui dovere essere grata, dicendo:

Quando sarò dinanzi al Signor mio (cioè a Dio)
Di te mi loderò sovente a lui:

E così non una volta, ma molte, nella multiplicazione delle quali si dimostrerà esserle stato gratissimo il servigio da lui ricevuto: e quantunque questo guiderdone, il quale ella promette, alcuna cosa non monti alla salute di Virgilio, pur si dee credere piacergli; e questo è, perciocchè s’egli gli è a grado che la fama di lui tra gli uomini favelli, quanto maggiormente si dee credere essergli caro, che una così fatta donna nel cospetto di Dio il commendi e si lodi di lui? Tacquesi allora, detto questo, e poi comincia’ io, a dire, e dissi supple,

O donna di virtù, sola per cui,

cioè per cui sola, L’umana spezie. È l’umana generazione spezie di questo genere che noi diciamo animali: eccede, cioè trapassa di virtù: ed oltre a ciò in tanto, che essi divengono atti a cognoscere e cognoscono Iddio, il quale alcun altro animale non cognosce, ogni contento i cioè ogni cosa contenuta,

Dal cielo, c’ ha minor li cerchi sui,

il quale è quel della luna, che perciocchè più che alcuno altro è vicino alla terra, è di necessità minore che alcun degli altri, e perciò ha i suoi cerchi, cioè le sue circunvoluzioni minori, infra’ quali gli elementi ed ogni cosa elementata si contiene; e ancora i demoni e le anime de’ dannati. Le quali cose tutte per l’anima razionale e libera, trapassa l’uomo d’eccellenza.

Tanto m’aggrada ’l tuo comandamento.