Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/186

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166 COMENTO DEL BOCCACCI

stato, ha cominciato a fuggire il pericolo, e mostra di desiderare di pervenire alla salute: e ora in questa parte ne mostra, quale dee essere quello che ciascuno il quale questo desiderar dee, siccome più presta e più al suo bisogno opportuna fare, e ciò mostra dovere essere l’orazione; perciocchè non si può così prestamente ricorrere all’altre cose necessarie alla salute come a quella: e comechè ancora questo si potesse, non pare che ben si proceda se questa non va avanti, alla quale eziandio la natura c’induce, siccome noi per esperienza veggiamo: perciocchè incontanente che alcuna cosa sinistra veggiamo contro a noi muoversi, subitamente preghiamo per lo divino aiuto; la qual cosa per avventura vuol mostrar d’aver fatta l’autore in quelle parole del primo canto, dove dice:

Guarda’ in alto, e vidi le sue spalle:

perciocchè atto è di coloro li quali adorano levare il viso al cielo, acciocchè in quel atto parte della loro affezione dimostrino. E a questo, che noi oriamo e preghiamo ne’ nostri bisogni, ne sollecita Gesù Cristo nell’Evangelio, dove dice: pulsate et aperietur vobis, petite et dabitur vobis. È il vero che l’orazione almeno queste due cose vuole avere annesse, fede e umiltà; perciocchè chi non ha fede in colui il quale egli prega, cioè ch’egli possa fare quello che gli è domandato, non pare orare, anzi tentare e schernire. La qual fede quanto fervente e ferma fosse, apparve nella femmina cananea, la quale ancorachè non fosse del popolo di Dio, nondimeno tanta fee ebbe in Gesù Cristo, che istantissimamente il