Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/215

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SOPRA DANTE 195

gione, non altrimenti che la femmina depone il peso del ventre suo partorendo, così Cerere posto in questo luogo, dove occulta dimorava, ogni dolore giù ed ogni amaritudine, uscì in pubblico lieta: e da questo dolore posto giù, fu data la materia alla fizione, quasi voglia dire il dolore essersi tornato al suo principio, cioè al luogo del dolore in inferno. E questo descrive in forma di fiume, a dimostrare la quantità essere stata grande del dolore. Ma il nostro autore gli dà fingendo altra origine; perciocchè, siccome apparirà nel quattordicesimo canto del presente libro, egli mostra questo fiume, e gli altri infernali, nascere di gocciole d’acqua che caggiono di fessure, le quali dice essere in una statua di più metalli, dritta nell’isola di Creti; e quivi più a pieno se ne tratterà, e di questo e degli altri.

Allor con gli occhi vergognosi e bassi,
Temendo no ’l mio dir gli fusse grave,

cioè noioso, Infino al fiume, d’Acheronte, di parlar mi trassi, cioè senza parlare mi condussi. Ed ecco verso noi. Questa è la quinta parte della suddivisione del presente canto, nella quale l’autore mostra, un dimonio venire verso loro in una nave e passar gli altri, e lui non aver voluto passare. Ed è questa parte presa da Virgilio, dove nel sesto dell’Eneida scrive,

Portitor has horrendas aquas, et flumina servat
Terribili squalore Charon, etc.

per ben ventuno verso. Dice adunque,

Ed ecco verso noi venir per nave
Un vecchio bianco per antico pelo,