Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/220

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200 COMENTO DEL BOCCACCI

Anche di qua, da quest’altra parte, nuova schiera, cioè quantità d’anime ancora non statavi, s’aduna. E in questo dimostra l’autore continuamente molti morire sopra il circuito della terra, de’ quali la maggior parte muoiono nell’ira di Dio: quia multi sunt vocati, pauci vero electi. Figliuol mio; disse. In questa sesta parte della suddivisione gli apre Virgilio la cagione, perchè Caron non l’ha voluto passare, e perchè quelle anime son pronte a voler passare il fiume, e dice, Figliuol mio; mostra in questa parola Virgilio paterna affezione all’autore: disse il maestro cortese. Ben dice maestro, perciocchè come qui appare, Virgilio gli solve il dubbio della dimanda fattagli da lui di sopra dove dice, Maestro, or mi concedi, Ch’io sappia ec. e coloro che solvono bene i dubbii, meritamente si possono e debbono esser chiamati maestri. Cortese il chiama, perciocchè continuo in quello che al suo ufìcio appartenesse, gli fu liberale. Quelli, uomini, o le loro anime a dir meglio, che muoion nell’ira di Dio, li quali son quelli che senza contrizione, senza confessione, veggendosi nel caso della morte, consistono pertinaci nelle loro nequizie, e così, senza riconciliarsi a Dio de’ peccati commessi, si muoiono: e diconsi morire nell’ira di Dio, in quanto la sua grazia racquistar non hanno voluto, seguendo gl’instituti della cattolica chiesa. Tutti convengon, cioè insiememente vengono, qui, a questo fiume, d’ogni paese, di levante e d’occidente, e di ciascuna altra plaga del mondo.

E pronti sono a trapassar lo rio,