Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/223

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SOPRA DANTE 203

e forse perseverando il sudore si morrebbe: ed hannone già alcuni, essendo per paura il sangue rifuggito dentro, perduti o debilitati alcun membro, in guisa che mai poi operare non gli hanno potuti (e dicono i meno savi, questi cotali essere stati percossi dal dimonio) e per avventura anche se ne son morti. La terra lagrimosa, cioè quella valle d’inferno, o per li molti pianti che in quella si fanno, o per l’umidità, la quale è nella concavità della terra generata dal freddo, il quale ha l’esalazioni della terra calde e umide risolute in acqua: la quale primieramente accostata alla terra fredda, è fatta in forma di lagrime: e così si può dire il luogo essere lagrimoso: diede, cioè causò, vento. Generansi i venti, secondochè dice Aristotile nel secondo della Meteora, d’esalazioni calde e secche della terra, cacciate e sospinte da sè da’ nuvoli freddi, o da alcuno freddo cbe nell’aere sia. Le quali cose come in inferno sieno non so. Estimo che ’l tumultuoso rivolgimento, il quale l’autore vuol mostrare che vi si causi alcuno impeto, il quale muova quello aere, e l’aere mosso paia vento:

Che balenò una luce vermiglia,

questi non sono accidenti che la natura soglia producere sotterra; e perciò è verisimile quello movimento dell’aere il quale ho detto essere stato: e oltre a questo, quello impeto avere dalle parti inferiori recata qualche vampa di fuoco, la quale in forma d’un baleno apparve all’autore,

La qual mi vinse ogni mio sentimento,

segno è per questo, avere quella luce grandissimo