Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/251

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SOPRA DANTE 231

foglie di fico d’avanti, si nascosero per vergogna: e quindi ripresi da Dio, furono cacciati di paradiso; e nelle fatiche del lavorio della terra divenuti, ebbero più figliuoli e figliuole: ultimamente Adamo divenuto vecchio d’età; di novecentotrenta anni si morì. Ma qui son certo si moverà un dubbio, e dirà alcuno: tu hai detto davanti, che ciò che Iddio crea senza alcun mezzo è perpetuo: Adamo fu creato da Dio senza alcun mezzo; come dunque non fu immortale? A questo si può in questa forma rispondere. Egli è vero che ciò che Iddio senza mezzo crea è perpetuo; ma è questo da intendere delle creature semplici, siccome furono e sono gli angioli, li quali sono semplicemente spiriti, come sono i cieli, le stelle, gli elementi, li quali tutti sono di semplice materia creati; ma l’uomo non fu così: anzi fu creato di materia composta, siccome è d’anima e di corpo, e perciò non è perpetuo come sono le predette creature. Ma quinci può surgere un’altra obiezione, e dirsi: egli è vero, che l’uomo è composto d’anima e di corpo, e queste due cose amendune furon create da Dio; perchè dunque è l’anima perpetua, e ’l corpo mortale? Dirò allora l’anima essere stata da Dio composta di materia semplice, come furon gli angioli, ma il corpo non così; perciocchè non fu composto del semplice elemento della terra, senza alcuna mistura d’altro elemento, siccome d’acqua; perciocchè della terra semplice non si sarebbe potuta fare la statura dell’uomo, fu adunque fatta del limo della terra, avente alcuna mistura d’acqua. Non che io non creda che a Dio fosse stato possibile averlo fatto di terra