Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/27

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SOPRA DANTE 7

parlare latino che nel moderno. E appresso dell’arte spettante al commedo, mai nella commedia non in riconducere sè medesimo In alcun atto a parlare, ma sempre a varie persone, che in diversi luoghi e tempi, e per diverse cagioni deduce a parlare insieme, fa ragionare quello che crede che appartenga al tema impreso 1 dalla commedia. Dove in questo libro, lasciato l’artificio del commedo, l’autore spessìssime volte, e quasi sempre or di sè e ora d’altrui ragionando favella. E similmente nelle commedie non s’usano comparazioni, nè recitazioni d’altre storie che di quelle che al tema assunto appartengono; dove in questo libro si pongono comparazioni infinite, e assai storie si raccontano che dirittamente non fanno al principale intento. Sono ancora le cose che nelle commedie si raccontano, cose che peravventura mai non furono, quantunque non sieno sì strane dal costumi degli uomini che essere state non possano. La sustanziale storia del presente libro dello essere dannati i peccatori che ne’ loro peccati muoiono a perpetua pena, e quegli che nella grazia di Dio trapassano essere allevati alla eterna gloria, è secondo la cattolica fede vera, e stata sempre. Chiamano, oltre a tutto questo, i commedi le parti intra sè distinte delle loro commedie, storie; perciocchè recitando li commedi quelle nel luogo detto scena, nel mezzo del teatro, quante volte introduceano varie persone a ragionare, tante della scena uscivano i Mimi trasformati da quelli che prima avevano par-

  1. Impresso.