Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/296

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276 COMENTO DEL BOCCACCI

indigete. Cesare armato. Caio Giulio Cesare fu figliuolo di Lucio Giulio Cesare, disceso d’Enea, come di sopra è dimostrato, e d’Aurelia, discesa della schiatta d’Anco Marco re de’ Romani: nè fu, come si dice, denominato Cesare, perciocchè del ventre della madre tagliato, fosse tratto avanti il tempo del sue nascimento; perciocchè come Svetonio in libro XII. Caesarum dice, quando egli uscì candidato di casa sua, egli lasciò la madre, e dissele, io non tornerò a te, se non pontefice massimo: e così fu, che egli tornò a lei disegnato pontefice massimo; ma perciò fu cognominato Cesare, perciocchè ad un de’ suoi passati quello addivenne, che molti credono che a lui addivenisse: e da quel cotale cognominato Cesare ab caesura, cioè dalla tagliatura stata fatta della madre, quello Iato de’ Giulii che di lui dicessero, tutti furono cognominati Cesari. Fu adunque, e per padre e per madre nobilissimo uomo, e variamente fu dalla fortuna impulso: e parte della sua adolescenza fece in Bittinia appresso al re Nicomede con poco laudevole fama. Militò sotto diversi imperadori, e divenne nella disciplina militare ammaestra tissimo: e gli onorevoli uficii di Roma tutti ebbe ed esercitò; e tra gli altri due consolati, li quali esso quivi governò. Ma essendo egli questore, ed essendogli in provincia venuta la Spagna ulteriore: ed essendo pervenuto in Gades, e quivi nel tempio d’Ercole avendo veduta la statua d’Alessandro Macedonio, seco si dolse dicendo, Alessandro già in quella età nella quale esso era, avere gran parte del mondo sottomessasi: ed esso da cattività e da pigrizia occupato, non avere