Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/355

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SOPRA DANTE 335

ALLEGORIE DEL QUARTO CAPITOLO


Ruppemi l’alto sonno nella testa,

La continuazione del senso allegorico del precedente canto con quella di questo, nella fine del precedente è dimostrata: in quanto avendo di sopra mostrato, come talvolta l’uomo ingannato dagli splendori mondani, mortalmente pecchi, e per conseguente diventi servo del peccato; nel principio di questo dimostra, come per quello nella prigion del diavolo si ritrovi. E di questo essersi accorto per la visitazion di Dio, il quale ha in lui mandata la grazia operante, per la quale egli è stato desto dal mortal sonno, e fatto ravvedere, laddove per lo peccato è pervenuto, cioè in luogo tenebroso, pieno di dolore ed oscuro, e pieno di pene: delle quali, acciocchè egli abbia piena esperienza e ammaestrato pervenga con desiderio alla penitenza, seguendo la ragione, procede e vede, dimostrandogliele ella, la prima colpa, che per la giustizia di Dio è punita nel primo cerchio dell’inferno: e questa, come assai è manifestato nel testo, dico che è il peccato originale, il quale per lo lavacro del battesimo da quegli cotali, che in questo cerchio pena ne sostengono, non fu levato via. Per questo peccato entrò la morte nel mondo: per questo peccato fu l’umana spezie cacciata di paradiso: per questo peccato son sempre poi stati e staranno, mentre durerà il mondo, in angoscia, e in tribulazioni, e