Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/367

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SOPRA DANTE 347

stati chiamati. E se essi chiamati non furono, come altra volta è detto, essi non si dovevano nè potevano indovinare. Seguirono adunque quello Iddio, o quelli Iddìi, quelli riti d’adorargli, e d’onorargli, che i lor padri, li loro amici, i loro vicini, e’ lor sacerdoti mosiravan loro. E a questo credendosi bene adoperare eran contenti: conciosiacosachè alcuno non sia che cerchi di quello che egli non conosce. E seguendo il predetto rito di adorare Iddìo, furono di quegli assai che il seguirono virtuosamente e moralmente vivendo; avendo in odio e dannando i disonesti guadagni, le violenze, l’ozio, la concupiscenza carnale, le falsità, i tradimenti e ogn’altra operazione meritamente biasimevole; esercitandosi ciascuno di prevalere agli altri in iscienza, in disciplina militare, in ben fare alla repubblica, e in divenire glorioso tra gli uomini. E questo con lunghe fatiche, e con gran pericoli della propria vita: e così si dee credere, e ancora molto più, avrebbon fatto in onore del nome di Cristo, per la vita celestiale, e per l’eterna gloria. Ma a doversi di ciò informare non potevan salire in cielo: nè in terra era chi lor ne dicesse parole, nè che a lor gludicio fosse degno di tanta fede. Se forse volessero alcuni dir così: come per forza d’ingegno essi adoperarono di conoscere i segreti riposti nel seno della natura, e la cagion delle cose, e per saper queste seguivan gli studii caldei, gli egizii, e gli italici, e gli altri quantunque lontani: e così per conoscere il vero Iddio si dovevan faticare, e andar cercando quegli che maestri e dottori era-