Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/70

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50 COMENTO DEL BOCCACCI

purgazione del paganesimo o d’altra setta fatta, potere qualunque femmina nel matrimonio venire dei giudei: e così purgare certe inconvenenze del numero de’ poeti, restare i versi de’ poeti non come cibo di demonio, ma come angelico potersi da’ fedeli cristiani usare. E questa purgazione per la grazia di Dio si può dir fatta, poichè Costantino imperadore, battezzato da san Silvestro, diede luogo al lame della verità; perciocchè per la santità e sollecitudine dei papi e degli altri ecclesiastici pastori, scacciando i sopraddetti comici e ogni disonesto libro, par questa poesia antica purgata, e potersi ne’ libri autorevoli e laudevoli rimasi congiugnere con ogni cristiano. Non dico perciò, che è quello a che S. Girolamo nella predetta pistola attende molto, che il prete o il monaco, o qual altro religioso vogliam dire, al divino uficio obbligato, debba il breviario posporre a Virgilio; ma avendo con divozione e con lagrime il divino uficio detto, non è peccare in Spirito santo il vedere gli onesti versi di qualunque poeta. E se questi cotali non fossero più religiosi o più dilicati che stati sieno i santi dottori, essi ritroverebbero questo cibo, il quale dicono de’ demoni, non solamente non essere stato gittato via o messo nel fuoco, come alcuni per avventura vorrebbono, ma essere stato con diligenza servato, trattato e gustato da Fulgenzio dottore e pontefice cattolico, siccome appare in quello libro il quale esso appella delle mitologie, da lui con elegantissimo stilo scritto, esponendo le favole de’ poeti; e similmente troverebbero sanlo Agostina nobilissimo dottore, non avere avuto in odio la poe-