Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo II, 1831.djvu/87

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SOPRA DANTE 83

tunque viziare alcuna vergine sia gravissimo peccato, perciocchè le si toglie quello che mai rendere non le si può, di che ella riceve grandissimo danno: e quanto il danno è maggiore, tanto è maggiore la colpa, per la quale segue il danno. Commettersi ancora questo peccato tra obbligato e soluta, o tra obbligato e obbligata, o tra soluto e obbligata, e chiamasi questa spezie adulterio: e venne questo nome dall’effetto del vizio, cioè adulterium, alterius ventrem terens: cioè l’adulterio è il priemere l’altrui ventre; perciocchè in esso si prieme la possessione, la quale non è di colui che la prieme, nè similmente di colei alla quale è premuta, ma del marito di lei. Commettesi ancora questo vizio tra uomo non sacro e femmina sacra, e tra uomo sacro e femmina sacra, e tra uomo sacro e femmina non sacra: e deesi questo sacro intendere quella persona essere la quale ha sopra sè ordine sacro, siccome sono i cherici e le monache; e chiamasi questa spezie incesto; il qual nome nacque anticamente dalla cintura di Venere, la quale è da’ poeti chiamata ceston. Alla qual cosa con più evidenza dimostrare è da sapere, che tra gli altri più ornamenti che i poeti aggiungono a Venere, è una singular cintura, chiamata ceston, della quale scrive così Omero nella sua lliada: et a pectoribus solvit ceston cingulum varium, ubi sibi voluptaria omnia ordinata eraunt, ubi inerat amicitia, atque cupido, atque facundia, blanditiae quae furatae intellectum, studiose licei scientium etc. E vogliono i poeti, conciosiacosachè a Venere paia dovere appartenere ogni congiunzione ge-