Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/11

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SOPRA DANTE 3

cioè gli eretici, Potrebbesi veder? E volendo dire che si dovrebbon poter vedere, seguita, già son levati Tutti i coperchi, delle sepolture, e così mostra che tutti erano aperti, e per questo segue, e nessun, che ne’ sepolcri sia, guardia face, per non essere veduto: e in queste parole par piuttosto domandar del modo da potergli vedere, che dubitare se vedere si possono o nò. Ed egli a me: qui comincia la risposta di Virgilio, la qual non pare ben convenirsi alla domanda dell’autore, in quanto colui domanda se quegli che sono dentro a’ sepolcri vedere si possono, e Virgilio gli risponde, che essi saranno serrati tutti dopo il dì del giudicio. Ma Virgilio gli dice questo, acciocchè esso comprenda e il presente tormento degli eretici e il futuro, il quale sarà molto maggiore, quando serrati saranno i sepolcri, che ora che aperti sono, perciocchè quanto il fuoco è più ristretto più cuoce: e nondimeno mostratogli questo, e chi sieno gli eretici che in quella parte giacciono, gli risponde alla domanda: dice adunque: tutti saran serrati, questi sepolcri i quali tu vedi ora aperti, Quando di Josaffà, cioè della valle di Josaffà, nella qual si legge che al dì del giudicio, tutti quivi, giusti e peccatori, rivestiti de’ corpi nostri, ci raguneremo ad udire l’ultima sentenza; e di quindi i giusti insieme con Gesù Cristo se ne saliranno in cielo, e i dannati discenderanno in inferno: e chiamasi quella valle di Josaffà, poco fuori di Gerusalem, da un re chiamato Josaffà, che fu sesto re de’ Giudei, il quale in quella valle fu seppellito, qui torneranno,

Coi corpi che lassù, hanno lasciati,