Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/13

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SOPRA DANTE 5

portato adoperava, che non che il pane, ma le radici dell’erbe salvatiche maravigliosamente piacevano, e con desiderio si mangiavano: e così sostenuta lungamente la sete, non che i deboli vini, ma l’acqua, e ancora la non pura piaceva, appetitosamente si bevea; e similmente di ciascuna altra cosa avveniva; e perciò non fu ghiotto, come molti credono, nè fu perciò la sua sobrietà laudevole, in quanto a laudevole fine non l’usava: adunque per queste opinioni, separate del tutto dalla verità, siccome eretico mostra l’autore lui in questo luogo esser dannato, e con lui tutti coloro i quali le sue opinioni seguitarono. Poi seguita l’autore; Però, cioè per quello che detto t’ho, che da questa parte son gli epicuri, alla dimanda che mi faci, cioè se veder si possono quelle anime che nelle sepolture sono, Quinc’entro, cioè tra queste sepolture, satisfatto sarai tosto, quasi voglia Virgilio dire: perciocchè tra questi epicuri sono de’ tuoi cittadini, i quali sentendoti passare ti si faranno vedere, di che fia satisfatto al desiderio tuo,

Ed al disio ancor, che tu mi taci,

il quale disio taciuto dall’autore, vogliono alcuni, che fosse di sapere perchè l’anime dannate mostrano di sapere le cose future, e le presenti non par che sappiano, la qual cosa gli mostra appresso messer Farinata. Ma io non so perchè questo desiderio gli si dovesse esser venuto; conciosiacosachè niun altro vaticino per ancora avesse udito, se non quello che detto gli fu da Ciacco, salvo se dir non volessimo essergli nato da questo, che Ciacco gli disse le cose future, e Filippo Argenti nol conobbe, essendo egli