Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/15

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SOPRA DANTE 7

l’autore della provincia, forse ancora non avendo tanto compreso di qual città lo stimasse, e chiamato Tosco, cioè Toscano: intorno al qual nome se noi vorremo alquanto riguardare, forse conosceremo avere a render grazie a Dio, che Toscani piuttosto che di molte altre nazioni essere ci fece, se la nobiltà delle Provincie, come alcuni voglion credere, puote alcuna particella di gloria aggiungere a quegli che d’esse sono provinciali. È adunque Toscana una non delle meno nobili provincie d’Italia, dal levante terminata dal Tevero fiume, il quale nasce in Appennino, e mette in mare poco sotto la città di Roma; e di verso tramontana e di ponente è chiusa tutta dal monte Appennino, quantunque vicino al mare le sieno da diversi posti diversi termini; perciocchè alcuni dicono quella essere dalla foce della Macra divisa da Liguria; altri la stringono e dicono i suoi termini essere al Motrone sotto a Pietrasanta;j e sono ancora di quegli che vogliono, lei finita essere da un piccolo fiumicello chiamato Ausere, propinquissimo a Pisa; e i Pisani medesimi, forse più nobile cosa estimando esser Galli che Toscani, hanno alcuna volta detto, quella di ver ponente esser chiusa dal fiume nostro d’Arno, il quale mette in mare poco sotto Pisa: di verso mezzodì è tutta chiusa dal mare Mediterraneo, il quale i Greci chiamano Tirreno: e questa terminazione è secondo il presente tempo; perciocchè anticamente essa si stendeva passato il monte Appennino, infino al mare Adriano: ma di quindi i Galli, i quali seguir Brenno, cacciarono i Toscani, e mutaron nome alla pro-