Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/16

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8 COMENTO DEL BOCCACCI

vincia, e chiamaronla Gallia. E fu Toscana, secondochè alcuni antichi scrivono, primieramente abitata da certi popoli i quali si chiamarono Lidi, i quali partendosi d’Asia minore, di dietro a due fratelli, nobili giovani, chiamati l’uno Lido e l’altro Tireno, in quella vennero, e fu la provincia chiamata Lidia, da Lido, e il mare fu chiamato il mar Tireno dall’altro fratello: e non solamente quello il quale bagna i termini di Toscana, ma cominciandosi dal Fare di Messina, infino alla foce del Varo, tra Nizza e Marsilia, tutto fu chiamato Tireno: e così ancora il chiamano i Greci. Poi cambiò la provincia il nome dall’esercizio generale di tutti quegli d’essa, intorno all’alto del sacrificare alli loro iddii, nel quale essi furono più che altri popoli ammaestrati; e perciò usarono lungo tempo i Romani di mandare de’ lor più nobili giovani a dimorar con loro, per apprendere da loro il rito del sacrificare; e perocchè essi, quasi tutti i lor sacrificii facevano con incenso, e lo incenso in latino si chiama Thus, furon chiamati Tusci, i quali per volgare son chiamati Toscani: e da questo dirivò il nome il quale noi ancora serviamo. Ed è, come assai chiaro si vede, Toscana piena di notabili città in sè, tra l’altre contenendo tanto della città di Roma, quanto di qua dal Tevere se ne vede e appresso questa nostra città, cioè Fiorenza, la quale tanto sopra ogn’altra è eminente, quanto è il capo sopra gli altri membri del corpo; e però meritamente potè l’autore, il quale di questa città fu natio, esser da messer Farinata chiamato Tosco: