Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/208

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200 COMENTO DEL BOCCACCI

cora ha davanti mostrato, che ambo le pendici, cioè gli argini o margini del predetto fiumicello, erano divenuti di pietra: e a rimuover un dubbio, il quale alcun potrebbe muovere dicendo, come andavan costoro sotto lo incendio delle fiamme, le quali continuamente in quel luogo cadevano, segue, e dice, E ’l fummo del ruscel, cioè che surgea del ruscello, come veggiamo di molti fiumi e altre acque fare, di sovra aduggia, cioè ricoprendo fa uggia, la quale, come nel precedente canto ha detto, ammorta le dette fiamme che sopra esso cadessero,

, che dal fuoco salva l’acqua e gli argini,

infra i quali s’inchiude. E sono questi argini grotte fatte per forza alle rive de’ fiumi, acciocchè crescendo essi, l’acqua non allaghi i campi vicini: e acciocchè egli dea più piena notizia di questi argini, per due esempli dimostra la lor qualità, primieramente dicendo,

Quale i Fiamminghi tra Guzzante e Bruggia,

due terre di Fiandra poste sopra il mare Oceano, il quale è tra Fiandra e l’isola d’Inghilterra, Temendo ’l fiotto, del mare, che ’nver lor s’avventa, sospinto dall’impeto del moto naturale del mare Oceano, Fanno lo schermo, cioè il riparo, il quale è, gli argini altissimi e forti, perchè ’l mar si fuggia, cioè poichè percosso ha ne’ detti margini, senza più venire avanti, si ritragga indietro: è qui da sapere che il mare Oceano, essendone, secondochè alcuni vogliono, cagione il moto della luna, sempre infra ventiquattro ore, le quali sono un dì naturale, si muove due volte di levante in ver ponente, e altret-