Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/215

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SOPRA DANTE 207

egli a questa età pervenisse, si smarrì in quella valle: il che assai ben si comprende nel predetto canto, perciocchè ivi mostra, che essendo alla età piena pervenuto, si ravvedesse d’avere smarrita la via diritta, e ritornasse in quella.

Pur iermattina le volsi le spalle,

partendomi d’essa: e qui dimostra esser già stato un dì naturale in questo suo pellegrinaggio: Questi, del quale voi mi domandate chi egli è, m’apparve, ritornando, io, in quella, valle, siccome uomo spaventato dalle tre bestie che davanti mi s’erano parate; E riducemi a ca, cioè a casa; e ottimamente dice, e riducemi a casa, per farne vedere qual sia la nostra casa, la quale è quella donde noi siamo cittadini, e noi siamo tutti cittadini del cielo; perciocchè in quello l’anime nostre, per le quali noi siamo uomini, come altra volta è stato detto, furon create in cielo, e però mentre in questa vita stiamo, ci siamo siccome pellegrini e forestieri: e Virgilio, cioè la ragione, è quella la quale, quando noi seguiamo i suoi consigli, che ne rimena, mostrandoci il cammino della verità, alla nostra original casa, per questo calle, cioè per questa via, la quale, come più volte è stato mostrato, è quella che ne fa i nostri errori conoscere, e conduceci alla chiarezza della verità.

Ed egli a me: se tu segui tua stella,

tocca in queste parole l’autore l’opinione degli astrologhi, i quali sogliono talvolta nella natività d’alcuni fare certe loro elevazioni, e per quelle vedere qual sia la disposizione del cielo in quel punto che colui nasce, per cui fanno la elevazione; e tra l’altre