Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/228

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
220 COMENTO DEL BOCCACCI

dove si crede che ultimameate morisse), appresso dice, che ancora v’avrebbe potuto vedere,

Colui potei, che dal seno de servi,

cioè dal papa, il quale sè medesimo nelle sue lettere chiama servo de’ servi di Dio: e questo titolo primieramente per vera umiltà si pose san Gregorio primo, essendo papa, conoscendo che a lui e a ciascun che nella sedia di san Piero siede, s’appartiene di ministrare e di servire nelle cose spirituali agli amici e servi di Dio, quantunque menomi: la qual cosa esso sollecitamente facea, predicando loro e aprendo la dottrina evangelica, siccome nelle sue omelie appare, le quali sono le prediche sue, e il nome loro il dimostra, perciocchè omelia non vuole altro dire se non sermone al popolo: come i successor suoi questo facciano, Dio ne sa la verità: ma questo di cui qui l’autor dice, dice che,

Fu trasmutato d’Arno in Bacchiglione,

dicesi costui essere stato un messer Andrea de’ Mozzi, vescovo di Firenze, il quale e per questa miseria, nella quale forse era disonesto peccatore, e per molte altre sue sciocchezze che di lui si raccontano nel vulgo, fu per opera di messer Tommaso de’ Mozzi suo fratello, il quale era onorevole cavaliere, e grande nel cospetto del papa, per levar dinanzi dagli occhi suoi e de’ suoi cittadini tanta abominazione, fu permutato dal papa di vescovo di Firenze in vescovo di Vicenza; il che l’autore per due fiumi descrive, cioè per Arno, il quale è fiume come si vede che passa per mezzo la città di Firenze, e per Bacchiglione, il qual fiume corre lungo le mura di Vicenza: e così per