Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/229

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SOPRA DANTE 221

ciascun di questi fiumi intende quella città donde fu trasmutato, e quella nella quale fu trasmutato, Ove, cioè in Vicenza, lasciò, morendo, perciocchè in essa morì, li mal protesi nervi. Era questo vescovo sconciamente gottoso, in quanto che per difetto degli omori corrotti, tutti i nervi della persona gli s’erano rattrappati, come in assai gottosi veggiamo, e nelle mani e ne’ piedi, e così per questa parte del corpo, cioè per i nervi, intende tutto il corpo, il quale morendo lasciò in Vicenza. Altri vogliono altramente sentire in questa parte; volendo per quello vocabolo protesi, non di tutti i nervi del corpo intendere, ma di quegli solamente i quali appartengono al membro virile; dicendo, che proteso suona innanzi teso, il quale innanzi tendere avviene in quelli nervi del viril membro, che si protendono innanzi quando all’alto libidinoso si viene, e perciò dicono essere dall’autore detti mal protesi, perciocchè contro alle naturali leggi malvagiamente gli protese. Di più direi: ma ’l venir, al pari di te, e ’l sermone Più lungo esser non può, e soggiugne la cagione, dicendo, perocch’io veggio, , davanti a sè, surger nuovo fummo, forse polverio, dal sabbione.

Gente vien, con la quale esser non deggio.

Appare per queste parole alcuna differenza esser tra quegli che contro a natura peccarono, poichè per diverse schiere son tormentati, e non osa l’una schiera esser con l’altra: e senza dubbio differenza ci è, perciocchè non solamente in una maniera, e con una sola spezie d’animali si commette: commettesi adunque questo peccato quando due d’un medesimo sesso a