Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/230

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222 COMENTO DEL BOCCACCI

ciò si convengono siccome due uomini, e similmente quando due femmine; il che sovente avviene, e secondochè alcuni vogliono, esse primieramente peccarono in questo vizio, e da lor poi divenne agli uomini: commettesi ancora quando l’uomo e la femmina, ed eziandio la propria moglie col marito, meno che onestamente, e secondo la ordinaria regola della natura, e ancora delle leggi canoniche, sì congiungono insieme: commettesi ancora quando con alcuno animal bruto o l’uomo o la femmina si pone; la qual cosa non solamente a Dio, ma ancora agli scellerati uomini è abominevolissima; e però dobbiam credere, che secondochè in questo più e men gravemente sì pecca, così i peccatori dalla divina giustizia essere più e men gravemente puniti, e distintamente; e perciocchè ser Brunetto vide venir gente, o più o men peccato che si fossero di lui, dice che con loro esser non dee; e dovendosi partire dall’autore, ultimamente gli dice,

Sieti raccomandato il mio Tesoro,

cioè il mio libro, il quale io composi in lingua francesca, chiamato Tesoro: e questo vuole gli sia raccomandato in trarlo innanzi, e in commendarlo e onorarlo, estimando quello alla sua fama esser fatto nella presente vita che al suo libro si fa: e in questo possiam comprendere quanta sia la dolcezza della fama, la quale ancorchè in inferno siano dannati i peccatori, nè sperino mai quassù tornare, nè d’inferno uscire, è pure da loro desiderata: e seguita la cagione perchè, dove dice, Nel quale io vivo ancora; volendo per questo dire, che dove perduto fosse questo li-