Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/206

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188 LA TESEIDE


5


Deh chi fia quel che dica che i mondani
     Provvedimenti a’ moti di costei
     Possan mai porger argomenti sani?
     Se non fosse mal detto, io dicerei
     Certo che fosser tutti quanti vani
     Mirando questo, e ciò che ancor di lei
     Si legge e ode, e vede ognora aperto,
     Benchè ne sia, come ciò fa, coperto.

6


Costoro insieme tenner buona pace,
     E l’amistà antica raffermaro,
     E quel che l’un voleva all’altro piace,
     Ed il contrario era così discaro:
     La rea loro fortuna ora si tace,
     Fuggito è ’l tempo d’ogni parte amaro:
     Ma pure amore gli tenea ristretti
     Vie più che mai, con tutti i lor diletti.

7


Essi avean di lor terre grande entrata,
     Perchè essi spendeano largamente:
     Ogni persona da loro onorata
     Era in Atene grazïosamente,
     E sì gran cortesia da loro usata,
     Che sen maravigliava tutta gente:
     Onde gli amavan tutti i cittadini
     Quantunque egli eran grandi e piccolini.